
THE DRESSED EMPTINESS
L’opera indaga il significato dell’invisibile, dell’impalpabile, di ciò che la vita concreta del fare porta a dimenticare, ovvero dell’ascolto delle sensazioni, dei sentimenti, che essa provoca coi suoi vuoti, le sue ombre, gli accadimenti che non sappiamo decifrare con la semplice ratio.
Dall’incontro tra il caos (ciò che non possiamo controllare e che succede al di la’ della nostra volontà) e le regole (che ci impone la società, la chiesa, la famiglia e ci imponiamo da soli) - dove il caos è la forma casuale e la regola è la tecnica per realizzarla, la forma controllata, nasce l’equilibrio tra il pieno ed il vuoto.
Il nodo o groviglio senza soluzione di continuità, nel suo infinito inizio, dona significato all’intangibile, tutto è quindi interconnesso e relazionato.
Il nero che ha dentro di se’ la somma di tutti i colori riconduce alle mille sfumature della percezione del reale, tutto è riconducibile ad un unico elemento, il nodo centrale, il nucleo. Se osservo nel profondo il nero troverò le sfumature dei vari colori, quasi come in uno stato allucinatorio.
L’azione dell’arrotolare un filo o un tessuto intorno ad un’anima flessibile ma rigida, che può avere una forma riconoscibile ma ribelle, non del tutto gestibile, riporta ad una gestualità rituale, il movimento ripetitivo è come la litania nella preghiera, è come lo scorrere del rosario nelle mani, preghiere e ripetizione di canti sacri a volte svuotati del loro vero significato, perchè ripetute in modo inconsapevole. Il vuoto tra le linee sinuose di questa forma rituale è la mancanza di senso nei gesti e nelle parole spesso ripetute senza consapevolezza. Ma è là che dobbiamo ritrovare il nuovo significato, proprio nel vuoto da dove si scorge l’oltre.
Un gesto automatico ma ripetitivo diviene gesto rituale, è anche il rituale che diviene gesto automatico quando è svuotato di significato.
Un simbolo - come il partecipare ad una cerimonia, al funerale di una persona che neanche quasi conosciamo di cui partecipiamo all’ultimo saluto, al lutto, a questa forma di rito per rispettare un’usanza, e partecipiamo ad un vuoto, ad una mancanza, che è di una persona, di una vita, ma anche di un rito svuotato del suo significato di dolore e partecipazione e allo stesso tempo lo assurge a sacro rituale. Di nuovo è tutto interconnesso. Il pieno ed il vuoto.
Ecco il vuoto vestito di ritualità. Ecco che il vuoto si veste di sacralità e cerimonia.
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The work investigates the meaning of the invisible, the impalpable, of what the concrete life of doing leads to forgetting, or rather of listening to sensations, feelings, that it causes with its voids, its shadows, the events that we do not know how to decipher with simple ratio.
From the encounter between chaos (what we cannot control and that happens beyond our will) and the rules (that society, the church, the family imposes on us and that we impose on ourselves) - where chaos is the random form and the rule is the technique to create it, the controlled form, the balance between full and empty is born.
The knot or tangle without solution of continuity, in its infinite beginning, gives meaning to the intangible, everything is therefore interconnected and related.
The black that has within itself the sum of all the colors leads back to the thousand shades of the perception of reality, everything can be traced back to a single element, the central knot, the nucleus. If I look deep into the black I will find the shades of the various colors, almost as if in a hallucinatory state.
The action of rolling a thread or a fabric around a flexible but rigid soul, which can have a recognizable but rebellious shape, not entirely manageable, brings us back to a ritual gesture, the repetitive movement is like the litany in prayer, it is like the flowing of the rosary in the hands, prayers and repetition of sacred songs sometimes emptied of their true meaning, because they are repeated unconsciously. The void between the sinuous lines of this ritual form is the lack of meaning in gestures and words often repeated without awareness. But it is there that we must find the new meaning, precisely in the void from where the beyond can be glimpsed.
An automatic but repetitive gesture becomes a ritual gesture, it is also the ritual that becomes an automatic gesture when it is emptied of meaning.
A symbol - like participating in a ceremony, in the funeral of a person we almost don't know, of whom we participate in the last farewell, in mourning, in this form of ritual to respect a custom, and we participate in a void, in a lack, which is of a person, of a life, but also of a rite emptied of its meaning of pain and participation and at the same time raises it to a sacred ritual. Again, everything is interconnected. The full and the empty.
Here is the empty dressed in rituality. Here is the empty dressed in sacredness and ceremony.
anno / year 2023
tecnica / technique off loom, coiling
misure / sizes 1,50 x 2 x 2,5 m approx.
materiale / materials tessuto di scarto della produzione industriale (cashmere e lana, filati, fine ordito, campionari tessili. Struttura interna in foam /waste material from industrial textile processing (cashmere and wool selvedges, yarn, warp, textile sample. Tubular internal structure in foam)
si ringrazia Piacenza Cashmere per il materiale fornito




