The sound of the Earth (shaman / shaman serie)
Come dei feticci che assimilano le paure verso il mondo che oggi ci circonda.
Una presenza primitiva, allo stesso tempo attraente e respingente. Ciò che ci spaventa ci respinge ci pone anche in una situazione di apertura e curiosità per indagarne la genesi e il significato. Così è per me questo tempo che non accetto e combatto creando forme morbide, presenze accoglienti, per esorcizzare la mostruosità di questa epoca, è la mia medicina. Cerco costantemente un dialogo con la terra e la cultura ancestrale che mi circonda.
Da qualche anno lavoro con la lana per dare un senso alle mie origini, è la mia ricerca della verità attraverso l’uso di un materiale così importante per la storia della mia terra. E’ un atto necessario per me, non una scelta stilistica, ma un dovere nei confronti di quella bambina che ero e ora cerco - attraverso l’uso a ritroso della lana, del feltro, del tessuto - di ritrovare felice e spensierata.
In questi lavori cerco di fermare il tempo e di ritrovare un senso primitivo delle cose. La lana grezza, la sua morbidezza e ruvidità al contempo, cerca di ridare un senso tattile all’esperienza umana, di stimolare un pensiero ancestrale di appartenenza ad un luogo, prima di tutto alla Terra. E allora la lana è il vello della pecora al pascolo, la campana riporta l’eco del suono del gregge al pascolo. Riporta alla vita umile, semplice, del villaggio.
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Like fetishes that assimilate fears towards the world that surrounds us today.
A primitive presence, at the same time attractive and repulsive. What frightens us repels us also places us in a situation of openness and curiosity to investigate its genesis and meaning. So it is for me this time that I do not accept and I fight by creating soft forms, welcoming presences, to exorcise the monstrosity of this era, it is my medicine. I am constantly looking for a dialogue with the land and the ancestral culture that surrounds me.
For some years I have been working with wool to make sense of my origins, it is my search for truth through the use of a material that is so important to the history of my land. It is a necessary act for me, not a stylistic choice, but a duty towards that little girl I was and now I try - through the backward use of wool, felt, fabric - to find happy and carefree.
In these works I try to stop time and rediscover a primitive sense of things. Raw wool, its softness and roughness at the same time, tries to restore a tactile sense to the human experience, to stimulate an ancestral thought of belonging to a place, first of all to the Earth. And then the wool is the fleece of the sheep grazing, the bell brings back the echo of the sound of the flock grazing. Brings back to the humble, simple life of the village.
anno /year 2022
materiale / materials campanaccio, campane, corda, scarti di lavorazione del telaio (cimose di lana ovina), scarti di ordito / cowbell, bells, rope, loom processing waste (sheep's wool selvedges), warp waste
tecnica / technique coiling, macramè
misure / sizes 1.00 x mt 1.20